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Il progetto


In sintesi...

 

 

  1. Sviluppare una consapevolezza rispetto al consumo di prodotti di origine animale


    2. Diminuire drasticamente il consumo di carne pro capite nei paesi “ricchi”


 

ELIMINARE GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E SVILUPPARE FATTORIE CON ANIMALI CHE CONDUCANO VITE ETOLOGICAMENTE CORRETTE

 

 

 

 

 

CONOSCENZA – CONSAPEVOLEZZA – RESPONSABILITA’

Vs

INDIFFERENZA

 


 

 

 


 

Passiamo al 2% o se se possiamo passiamo allo 0%

La nostra alimentazione dovrebbe essere prevalentemente vegetariana con la possibilità (NON la necessità) di un'integrazione carne che nei nostri cugini scimpanzè (studi della dott.sa Jane Goodall) si aggira intorno al 2%. Abbiamo così dato una dimensione diversa al problema dell'allevamento degli animali che non è frutto della crescita demografica ma della crescita dell'avidità del solito 4-5% della popolazione mondiale e della cultura pilotata nell'ultimo secolo da chi ci voleva convincere che per crescere bene ci voleva la carne ogni giorno (tutti, tutti gli studi scientifici e medici di oggi sconsigliano fortemente il consumo di carne oltre 2 volte alla settimana). I danni sono ormai più che dimostrati e non li elencherò in questa sede. Riporterò le parole di Jane Goodall mentre parlava di Slow Food nel libro Cambiare il mondo in una notte, parole che mi hanno spinto a pensare ad un progetto con Voi:

 “Io credo che la difesa del pianeta possa cominciare anche da dalle nostre tavole, dalla modifica delle nostre abitudini alimentari. Questo potrò avere un’enorme influenza sulle politiche delle grandi aziende multinazionali e dei nostri governi.” Jane Goodall

Passiamo al 2% o se se possiamo passiamo allo 0% - Etologicamente Corretto

S.I.N.C.

La Separazione, l’Indifferenza e la Non-Conoscenza sono i tre concetti chiave che consentono alle persone di non essere consapevoli e quindi responsabili di cosa significa comprare “la carne” o “il latte” o in generale tutti i prodotti a largo consumo di origine animale.


·         Si è sviluppata nella nostra civiltà post- contadina che contiene una profonda Separazione tra gli uomini e gli animali “da fattoria” (polli, maiali, mucche, pulcini, oche, conigli, pecore…etc), come se questi animali fossere ABISSALMENTE lontano da altri animali che abbiamo inserito nelle nostre famiglie (animali pet) ma anche da animali per cui si tende a sviluppare un senso di rispetto e protezione perché o sono selvatici (wild) oppure “riteniamo” in qualche modo ci siano evolutivamente vicini.

·         Parallelamente alla separazione si è sviluppata l’Indifferenza. Si possono incontrare i tir carichi di animali sulle autostrade e girare la testa dall’altra parte… Si può fare le smancerie ad un pulcino piumoso incontrato in una fattoria e “ignorare” pur conoscendola, la vita di un pulcino che nasce in un allevamento intensivo…

 

·         Sicuramente sebbene Internet e alcuni canali televisivi e in generale di comunicazione abbiano allargato le possibilità di ricevere informazioni eterogenee, ancora molto lavoro resta da fare in questo senso. La Non-Conoscenza delle condizioni di vita degli animali negli ALLEVAMENTI INTENSIVI o LAGER, come preferisco chiamarli io, sono realtà che necessariamente devono raggiungere la massa. Senza che sia fatta una propaganda animalista ma obiettiva. Nessuna persona consapevole credo accetterebbe di nutrirsi di carne che provenga da animali che hanno sofferto pene e maltrattamenti impensabili per chiunque. Gli animalisti presentano una versione univoca: questi sono gli allevamenti, quindi l’uomo è un mostro, quindi non devi mangiare carne. Etologicamente Corretto propone un approccio diverso. Prima cosa una reale e obiettiva posizione,  accettata e inequivocabile, che chiarisca a livello scientifico etologico, COSA PROVANO gli animali in termini di emozioni e dolore. Seconda cosa  una decisa e reale alternativa al consumo di carne proveniente dagli allevamenti intensivi, per chi non sceglie il vegetarianesimo, che resta le scelta fortemente consigliata e suggerita.

 

 

S.I.N.C. - Etologicamente Corretto

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